La riapertura dei cantieri tra appalti e subappalti: Responsabilità dei soggetti coinvolti

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La riapertura dei cantieri tra appalti e subappalti: Responsabilità dei soggetti coinvolti

Oramai da più parti sentiamo lamentele circa la necessità di riaprire subito le attività riferite ai cantieri edili, nel senso più largo del termine, legate alla giusta difesa di interessi economici di carattere generale e aziendale, rilevato che le attività riferite al settore dell’edilizia ricoprono una parte importante del PIL nazionale e dell’impiego di mano d’opera.

Ma, tuttavia è doveroso ed opportuno comprendere a tutti i livelli che tali attività potranno riprendere solo dietro una rigorosa e logica applicazione del D.lgs 81/08 e s.m.i. (Testo unico sicurezza) e dei protocolli approvati riferiti allo specifico settore.

Riteniamo opportuno, in via preliminare, sottrarci alle polemiche sulla necessità di redazione e denominazione di vari documenti legati all’applicazione del D.lgs 81/08 e s.m.i., poiché indipendentemente dalle scelte che saranno effettuate dai vari datori di lavoro, la documentazione che dovrà essere predisposta dalle singole aziende, serve anche e non solo, ad attestare il coinvolgimento del RSPP, del Medico Competente e del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.

Quando si parla di salute e sicurezza dei lavoratori e salute dei cittadini, le scelte unilaterali dei datori di lavori non sono semplicemente ammissibili.

A tal proposito, se citiamo i cantieri temporanei mobili rientranti nell’applicazione del Titolo IV del D.Lgs 81/08 e s.m.i., tralasciando per un momento tutte le attività di manutenzione, ci riferiamo a situazioni nelle quali in Italia sono presenti una quantità significativa di sub-appalti. In un cantiere classico riferito a edilizia residenziale possiamo contare mediamente tra i 14 e 20 contratti di subappalto (oltre le subforniture e noleggi), i quali possono anche aumentare in virtù della struttura organizzativa dell’impresa affidataria principale.

Partendo da questi dati, la mancata applicazione ed il conseguente mancato monitoraggio di dettami specifici previsti dal D.Lgs 81/08 e s.m.i., effettuati in modo rigoroso, espone semplicemente i lavoratori a rischi inaccettabili, ed i datori di lavoro e tutte le altre figure coinvolte, oltreché a rischi di tipo penale anche a rischi di altra natura, sia contrattuale che civile in genere. Nascondere la spazzatura sotto il tappeto serve a poco se il tappeto rischia di essere sollevato in qualunque momento.

Poiché, l’obiettivo di questo articolo è semplicemente quello di far riflettere sul fatto che l’inapplicabilità del Testo Unico Sicurezza sui luoghi di lavoro e dei protocolli anticontagio, non può essere intesa come libera scelta dei datori di lavoro, dei committenti o di altri soggetti, è altresì evidente che tale scelta (intesa come mancata applicazione del T.U.) non ha alcun senso logico, per i motivi che andremo a identificare.

Nel caso in cui dovessero accadere degli infortuni in un cantiere edile, si ricorda che le responsabilità classiche dei soggetti coinvolti, tipo Datori di lavoro, Committenti, Responsabili dei Lavori, Coordinatori, Preposti etc. risulterebbero ulteriormente amplificate (ormai non si contano le Sentenze emesse dalla Suprema Corte per fatti accaduti in precedenza).

Ai fini dell’accertamento di una presunta responsabilità in caso di eventi che possano vedere coinvolti i lavoratori impiegati nei cantieri edili, si richiamano i seguenti articoli del codice penale o riferiti a norme collegate, solo come promemoria:

Art. 590 codice penale – Lesioni personali colpose

Art. 589 codice penale – Omicidio colposo

Art. 25 septies D.Lgs 231/01 e s.m.i. – Omicidio colposo o lesioni gravi o gravissime commesse con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro

Art. 452 codice penale – Epidemia colposa

Inoltre, vi è il problema del rischio rivalsa INAIL che alcuni imprenditori tendevano a sottovalutare già prima dell’emergenza Covid 19, ma che dall’anno 2019 assume una veste diversa. E qui abbiamo sentito troppe volte imprenditori sostenere di essere assicurati per tale tipo di rischio!!!

Con la modifica degli artt. 10 e 11 del D.P.R. 1124/1965, nelle azioni definite come “rivalsa”, sono comprese sia il “regresso”, cioè l’azione prevista dagli articoli 10 e 11 del DPR citato (contro il datore di lavoro/dirigenti/preposti/etc.) sia la “surroga”, cioè l’azione prevista dall’articolo 1916 Codice Civile (contro soggetti diversi dal datore di lavoro, intesi come soggetti terzi quali, ad esempio, i responsabili dei lavori).

Anche in questo caso, il nostro richiamo serve a far riflettere su un problema spesso sottaciuto e che espone il Datore di lavoro a rischi importanti, tipo il pagamento di somme di denaro legate all’azione di regresso oltre all’aumento dei Premi INAIL.

Pertanto, è del tutto evidente che solo l’adozione di procedure operative, reali e realmente applicabili, legate ad esempio alle attività dei preposti così come previsto dall’art. 19 del D.lgs 81/08 e s.m.i., diventa uno strumento necessario ed indispensabile per ridurre i rischi specifici.

Tali procedure devono essere adottate a tutti i livelli, sia dalle imprese affidatarie che dalle imprese subappaltatrici, dai fornitori e dai noleggiatori di attrezzature, mediante modelli di interfaccia che lascino spazio a pochi dubbi rispetto l’applicabilità reale di tali elementi.

Le procedure, se definite in modo corretto, non sono uno ostacolo, ma semmai favoriscono la corretta applicazione dei parametri ritenuti indispensabili per l’adozione di misure di sicurezza idonee.

I costi diretti e indiretti riferiti all’applicazione dei protocolli di sicurezza aumenteranno “si” in maniera significativa, ma anche in questo caso la competenza dei singoli soggetti, siano essi RSPP, consulenti esterni, Medici Competenti, con il necessario supporto del Responsabile dei Lavoratori per la sicurezza, aiuta a non attivare procedure inutili e poco significative, ma soltanto quelle necessarie, compresa l’adozione di sistemi di monitoraggio per la gestione dei protocolli di sicurezza.

Il ruolo e l’attività del Coordinatore per la Sicurezza nei cantieri deve essere realmente in linea con quanto stabilito dall’art. 92 e dall’art. 100 del D.lgs 81/08 e s.m.i., senza “se” e senza “ma”.

E’ del tutto chiaro che anche l’attività del CSE aumenta rispetto a quanto pianificato in precedenza, ma purtroppo anche la realtà è completamente cambiata!!

Basti pensare a cosa potrebbe accadere in caso di contagio da Covid 19 legato alle attività di cantiere. In tale ambito non serve sostenere che il contagio potrebbe avvenire fuori dagli ambienti di lavoro, poiché il contagio potrebbe avvenire anche nei luoghi di lavoro, ed il cantiere edile è uno dei luoghi di lavoro dove è più difficile adottare i protocolli anticontagio, ma non per questo motivo tali protocolli non devono essere adottati.

Proviamo a pensare ad un caso di contagio da Covid 19, avvenuto con probabilità all’interno di un cantiere edile. Valutiamo gli aspetti di salute generale dei lavoratori, dei direttori lavori, dei CSE, le questioni legate alla sospensione della attività lavorative, ai rischi contrattuali, alle azioni di rivalsa e pensiamo ai rischi di contenzioso incrociato, i quali possono vedere convolti vari soggetti. Forse è troppo per non pensare e per non aver voglia di operare in modo stringente nel rispetto della normativa vigente. In ultimo, aggiungiamo, pensiamo anche agli altri e non solo ai noi stessi!!

Rilevato che diversi Coordinatori per la Sicurezza, siano essi associati ad ACAER o soggetti partecipanti ai nostri corsi di formazione, segnalano e lamentano in questo periodo le scarse risposte che pervengono dalle Imprese Affidatarie e dalle imprese della filiera in merito alla trasmissione di documentazione attestante, l’adozione del Protocollo per il contrasto e contenimento del Covid 19 sottoscritto dalle parti sociali in data 24 marzo 2020, ACAER ha deciso di organizzare a titolo gratuito un primo modulo formativo della durata di un’ora riservato a Preposti e Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza aziendali (RLS).

Forse è poca cosa, ma ognuno cerca di fornire un proprio contributo come crede in virtù delle proprie possibilità, con supporti formativi, un articolo, una iniziativa o un momento di riflessione.

Noi, per quello che può essere la nostra minima influenza, siamo tra i soggetti che ritengono importante una riapertura rapida dei cantieri, ma proprio per questo motivo e per evitare il fatto che tale riapertura serva solo a qualcuno per incassare stati di avanzamento lavori in sospeso, ma poi produca un danno maggiore alla collettività oltre a non produrre vantaggi economici e significativi per tutto il sistema e tutta la filiera degli attori coinvolti, riteniamo che tale riapertura possa avvenire solo mediante il rispetto delle condizioni sopra indicate, utilizzando tutti gli strumenti a disposizione con personale competente.

lì 10 aprile 2020

Il Presidente ACAER

Dott. Arch. Patrizia Minardi

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